Semina e raccolto: una legge generazionale!

“Finché la terra durerà, semina e raccolta, freddo e caldo, estate e inverno, giorno e notte, non cesseranno mai” (Genesi 8:22)

È una legge di Dio,  Lui ha infatti stabilito che fino a quando esisterà la terra avremo un tempo di semina e di raccolta, di freddo e di caldo, un tempo d’ inverno ed uno d’ estate, un tempo di giorno ed un altro per la notte. Possiamo constatare la veridicità di questo verso ogni giorno, in quanto vediamo che il freddo e il caldo ci sono ancora, come del resto il giorno e la notte. Tutto questo ci dice che anche il principio di semina e raccolta procede di generazione in generazione.

C’è un’immagine molto suggestiva che riguarda gli agricoltori durante l’appuntamento primaverile con la semina. Poi, quando arriva il tempo della raccolta, eccoli gioiosi di vedere il frutto delle loro fatiche. Lo stesso principio vale nel regno spirituale. Ognuno di noi ha un giardino da custodire che è il proprio cuore. Qualunque cosa seminiamo in questo giardino crescerà e produrrà frutti dentro di noi.

Se seminiamo rabbia, invidia o conflitto, raccoglieremo queste cose nella nostra vita. Molta gente si illude che il cambiamento sia un fattore di tempo, ma in realtà quest’ultimo non fa altro che aumentare le nostre responsabilità. La verità, amato lettore, è che il tipo di semi che abbiamo piantato per tutta la vita, determinerà ciò che saremo fino alla nostra vecchiaia!

“Li riconoscerete dai loro frutti. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? 17 Così, ogni albero buono fa frutti buoni, ma l’albero cattivo fa frutti cattivi. 18 Un albero buono non può fare frutti cattivi, né un albero cattivo fare frutti buoni.” (Matteo 7:16,18)

Quindi cosa dobbiamo fare? La soluzione è semplice: pianta buoni semi! Pianta i semi del frutto dello Spirito. Pianta semi d’amore! Non sai come fare? Medita le Scritture fino a quando non diventano reali nel tuo cuore e nella tua mente. Pianta semi di gentilezza. Sii amorevole e gentile con le persone. Pianta semi di guarigione in modo che il raccolto sia il risanamento delle relazioni devastate. Non è mai troppo tardi nella vita, Volta la pagina del passato, comincia un nuovo giardino oggi e lascia che Dio possa riscrivere la tua storia! Buona semina!

 

La preghiera rende “capaci” di abbracciare l’amore di Dio

“…e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, perché, radicati e fondati nell’amore, 18 siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo 19 e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.
20 Or a colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo, 21 a lui sia la gloria nella chiesa, e in Cristo Gesù, per tutte le età, nei secoli dei secoli. Amen. (Efesini 3:17,21)

La preghiera è un privilegio straordinario perché implica una conversazione con il nostro Padre Celeste. Tuttavia, ad onor del vero, ci sono dei momenti in cui essa sembra più un dovere che una gioia. Ad ogni modo Gesù ci incoraggia a pregare senza stancarci mai ed una delle cose che capiamo quando preghiamo costantemente è che la preghiera ci “pesa” se la riduciamo ad una formula, ad una routine o a una “poesia” da recitare a memoria. Tutto questo può attutire il nostro desiderio di parlare con Dio.

Nel brano di oggi, la preghiera di Paolo è esattamente l’opposto: è piena di vita, ricolma di verità spirituali e di amore per il “suo” Signore. Lui chiede a Dio di fare una grande opera spirituale nella vita degli Efesini e, per estensione generazionale e territoriale, anche nella nostra e la sua richiesta è fatta al fine che ognuno di noi acquisisca una maggiore comprensione dell’amore di Cristo per noi. Sebbene sia al di là della nostra capacità di cogliere appieno la vastità dell’amore del nostro Salvatore, Paolo prega che che possiamo essere così saldamente radicati in questa verità da poter essere “riempiti da tutta la pienezza di Dio” (v. 19). Sperimentare l’amore di Gesù ci motiva a vivere obbedientemente per Cristo e ci consente di prenderci cura profondamente degli altri.

La preghiera di Paolo ci rafforza attraverso il potere soprannaturale del Signore. Le battaglie più importanti ed i conflitti più cruenti si combattono dentro di noi – nelle nostre menti, nelle nostre volontà e nelle nostre emozioni, a motivo del dualismo che vige tra carne e spirito – e Paolo vuole assicurarsi che il potere dello Spirito Santo sia all’opera nella nostra vita. Quando accogliamo con favore la Sua autorità, Dio può usarci in modi significativi e, per di più, mostreremo come esempio vivente che il Figlio di Dio si sta formando in noi. 

Amati in Cristo, sebbene i bisogni fisici e materiali siano importanti, le preghiere dell’apostolo si concentrano più spesso sul benessere spirituale degli altri. Questo è un buon esempio da seguire anche per noi. Riflettere alla Luce della Parola di Dio ci farà “rivedere” i nostri modi di pregare. Diverrà la preghiera di Paolo anche la tua preghiera?

Prendi la tua medicina

“Un cuore allegro è un buon rimedio, ma uno spirito abbattuto fiacca le ossa.” (Proverbi 17:22)

Vivere la realtà di questa Scrittura non è sempre facile, specie in periodi dove sembra che le difficoltà si moltiplicano in sequenza, una dopo l’altra.

Il verso di oggi parla di un buon rimedio; in realtà, il termine greco per definire la parola “rimedio” significa anche “medicina”. Chi di noi quando era piccolo prendeva volentieri una medicina? Si ricordano bocche completamente serrate ermeticamente e pianti pur di non prendere quello sciroppo amaro. Tuttavia i nostri genitori ben sapevano quanto fosse importante per noi assumere quel medicinale. Spiritualmente è la stessa cosa. Prendi oggi la tua medicina. Qual è la medicina che prendiamo? È un cuore allegro. Questo verso ci mostra che se abbiamo un cuore allegro, funziona come una medicina per tutto il nostro essere. Quando siamo scontrosi, malmostosi e accigliati, diventiamo aridi. Potresti dire: “Beh, non me la sento”, o “Sento che sto solo fingendo.” All’inizio, è così che ti sentirai, ma mentre continui a far sorgere la gioia e la felicità sarà crescente in te,  prenderà il sopravvento un sentimento traboccante che diventerà addirittura contagioso.

Questo mondo ha molti motivi per i quali essere aspro. Leggi il giornale o guardi le notizie in TV e la maggior parte sono cattive notizie. Ma quando leggi i Vangeli e leggi le parole di Gesù, esse sono piene di Buone Notizie! Fai attenzione a ciò che guardi e a ciò che ascolti, perché questo detterà il corso della tua vita.

“Quando l’arca del patto del SIGNORE entrò nell’accampamento, tutto Israele alzò grida di gioia, sì che ne rimbombò la terra.” (1 Samuele 4:5)

Non siamo “produttori” di gioia, essa infatti è una stretta conseguenza della nostra decisione volontaria di lasciare che la Parola di Dio entri, attraverso l’obbedienza ai Suoi insegnamenti, nel nostro cuore e che lentamente, ma con sempre crescente determinazione faccia parte della nostra vita quotidiana. Quindi oggi prova ad essere allegro, anche se non ne hai voglia. Metti un sorriso sul tuo viso. Ricorda, il tuo sorriso potrebbe essere quello di cui qualcun altro ha bisogno. La tua allegria potrebbe portare gioia alla vita di qualcun altro. Vai avanti, provalo e vedi l’effetto che ha!Lascia che la tua faccia lo mostri, e sii una benedizione per gli altri con cui verrai a contatto. Un cuore allegro fa bene come una medicina: comincerai oggi e da oggi questa cura?

 

Il grido dell’oppresso

“Io stridevo come la rondine, come la gru,
io gemevo come la colomba:
i miei occhi erano stanchi di guardare in alto.
SIGNORE, mi si fa violenza; sii tu il mio garante»” (Isaia 38:14)

Ti capita di provare un senso di fallimento e di inadeguatezza? Oppure hai paura della solitudine, delle malattie o di non arrivare a fine mese a motivo della crisi? Ti opprime l’aspro combattimento che può esserci nella tua casa? Tutti questi casi di oppressione sono inclusi nella preghiera espressa nel verso sopra citato e puoi indirizzarla anche tu al nostro fedele Creatore, con la certezza che Lui è pronto ad ascoltare. Non è mai stanco di sentire il tuo pianto; le Sue braccia eterne non sono mai stanche di portare il tuo peso e di stringerti amorevolmente a Lui; è il nostro Dio e non sonnecchia né dorme.

Cosa possiamo aspettarci da una preghiera così semplice, ma così completa? Conosceremo la natura di Dio. Ezechia era stato un uomo religioso, prestava servizio nel tempio, aveva goduto della stretta amicizia di Isaia, eppure in nessuna di queste cose aveva incontrato Dio faccia a faccia. Ma quando girò la faccia verso il muro e riversò la sua angoscia nell’anima, toccò Dio, lo conobbe in un nuovo aspetto della Sua natura, lo sentì parlare, lo vide lavorare. Solo attraverso la malattia, la solitudine e la pressione del dolore travolgente, alcuni uomini imparano giustamente a vivere e scoprono quel mondo invisibile e più reale, in cui la vita dello spirito sboccia come un fiore in primavera.

Come possiamo misurare l’amore di Dio? Dicono che il pugno di un uomo è la misura del suo cuore. Vieni a stare sotto le stelle! C’è la mano di Dio! Ora giudica il suo cuore! È illimitato! Con quell’amore ha gettato i nostri peccati nelle profondità dell’oceano e promette di non ricordarsene più! Con quell’amore ci ha tirato fuori dalla fossa dei nostri peccati! Con quell’amore sopporta le nostre mancanze e spesso le nostre preghiere lamentose! Attraverso quell’amore ci porterà alla gloria! Il Suo è un amore che non ci abbandonerà mai!

Prendi la mano di Gesù oggi per stabilizzarti; guarda nel buco della fossa da cui sei stato redento e poi guarda in alto verso il Trono di Dio al quale Gesù è passato dopo la Sua Ascensione e ricorda le Sue stesse parole: “Dove sono io, ci sarai anche tu”. Fidati di Lui e faGli sentire il grido dell’oppresso: passerai dal pianto alla gioia!

Tre principi che riducono lo stress

“Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo. 29 Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre” (Matteo 11:28,29)

Siamo dei veri e propri contenitori di stress che quando si sovraccaricano possono diventare bombe ad orologeria. Il motivo per cui si va in sovraccarico è che si cerca di avere tutto sotto il proprio controllo pensando che il funzionamento di tutto ciò che ci circonda dipenda esclusivamente da noi.
Amico lettore, nessuno di noi è il direttore generale dell’universo. Più si vorrà  controllare tutto e tutti  più stressati saremo nella vita.
Gesù ha un piano diverso per noi: “Prendete su di voi il mio giogo” (Matteo 11:29).
Se non sei cresciuto in una fattoria, potresti non aver mai visto un giogo. Un giogo è un singolo pezzo di legno che unisce due animali da fattoria, quindi il carico viene condiviso. Il giogo si differisce dall’imbracatura perché quest’ultima applicata  su una mucca o un cavallo farà tirare all’animale l’intero carico. Con un giogo, invece, unisci due o più animali in modo da dimezzare il carico. Lo scopo è di alleggerire il carico e no aumentarlo.
Quando Gesù dice di prendere su noi il ​Suo giogo, sta dicendo di fatto: “Non ho mai avuto intenzione di farti portare tutti i tuoi problemi da solo. Lascia che ti aiuti! Unisciti a me, collabora con me e ti aiuterò a portare il carico.”
Lo stress è un avvertimento che ti dice che stai cercando di controllare da solo le cose e stai portando da solo un carico eccessivo.
Ogni qualvolta ti stacchi da Gesù, lo stress aumenterà nella tua vita.
Pensiamo che l’antidoto allo stress sia la fuga. Il problema è che lo stress ti seguirà dovunque andrai perché ce l’hai nella mente. Finiresti con l’essere stressato stando sdraiato su una spiaggia allo stesso modo di quando stavi nel bel mezzo dei tuoi problemi a casa.
Dio dice che la risposta è rinunciare a voler controllare tutto e tutti e a lasciare che sia Lui a portare insieme a te il tuo carico. Questo era il primo principio.
La seconda e terza cosa che Gesù dice  sulla gestione dello stress è: “…imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre” (Matteo 11:29).
Cosa puoi imparare da Gesù Cristo che ridurrà lo stress nella tua vita? Umiltà e mansuetudine. Perché Gesù vuole che impariamo queste due virtù?
Probabilmente non ce ne rendiamo conto, ma le due principali cause di stress nella nostra vita sono la presunzione e l’impulsività
L’impulsività si verifica quando fai le cose troppo rapidamente. Non aspetti. Non mediti. Non rifletti.  Non ti fidi della guida e della direzione di Dio e di conseguenza, ti impegni, e riempi la tua vita con molte cose che non dovrebbero essere inserite.
La presunzione è l’idea, la convinzione di sapere cosa sia il meglio per te, per controllare tutto nella tua vita. Pensi di poter gestire le cose meglio di Dio. Non pensi che questo atteggiamento crei molto stress nella tua vita?
La verità è che quando provi a fare tutto, ad avere tutto trascurando il riposo e le giuste priorità spirituali, lo stress aumenta. Qual è l’antidoto? Umiltà e mansuetudine. Le due cose che pensiamo di non aver bisogno nella vita, sono le due cose che riducono lo stress nella nostra vita e ci danno riposo all’anima.
Forse hai già provato tutto il resto per ridurre lo stress. Perché non provi a fidarti di Dio? Vieni a Gesù. È umile e mansueto di cuore e ti darà riposo.

Che guadagno c’è a servire Dio?

“Voi avete detto: “È inutile servire Dio”,
e “che vantaggio c’è a osservare i suoi precetti,
e a vestirsi a lutto
davanti al SIGNORE degli eserciti?” (Malachia 3:14)

Sei mai stato deluso? Hai mai avuto l’impressione che tutto andasse storto e sembrava che Dio non vedesse? Oh, sì che sarà accaduto! Tutti attraversiamo queste “notti oscure dell’anima” e per tutti sorge spontanea la domanda: “A che serve servire Dio?” “A che serve vivere la vita che Lui vuole che io viva?”  Amato lettore, è proprio in questi tempi difficili che possiamo riflettere e pregare per una corretta  prospettiva.

Vai oggi a Dio e chiedi saggezza e misericordia mentre eserciti una fede attiva…

Gli israeliti non fecero così. Essi non si stavano  ponendo delle domande, semplicemente perché non cercavano risposte. Erano già amareggiati a prescindere. Le loro domande erano soltanto retoriche. Stavano di fatto dicendo: “Non serve a niente seguire Dio. Non abbiamo guadagnato nulla servendolo. “Erano nell’amarezza e nel cinismo riguardo alla vita. Ed è qui che finirebbe chiunque non abbia realizzato sulla propria pelle il quesito: “A che serve servire Dio? Cosa abbiamo guadagnato obbedendo a Lui? ”Cosa abbiamo intascato?”  Che ne dici di cose preziose  quali vita, amore incondizionato e vero, libertà, perdono, direzione, guida, scopo vero, una relazione viva con Lui, la pienezza dello Spirito Santo, tutto ciò che è buono nella nostra vita? Cosa abbiamo guadagnato? Che ne dici di una seconda, di una terza e di una centesima possibilità di perdono, una nuova vita, un nuovo Padre, una nuova casa eterna?

Oggi, non lasciare che il cinismo regni sulla tua vita. Rispondi con onestà alla domanda: “A che serve servire Dio”?Fallo considerando tutti i modi in cui sei stato benedetto. Che la tua preghiera con gratitudine sia: “Padre, Tu mi hai benedetto, fammi considerare veramente in quanti modi Tu lo hai fatto. Padre, ti lodo, per il Tuo amore e la Tua misericordia. Aiutami oggi o Dio, a ricordare e soprattutto  ad apprezzare tutto ciò che hai fatto per me!

Per crescere, devi saper dire “no” all’occorrenza

“Anche noi, dunque, poiché siamo circondati da una così grande schiera di testimoni, deponiamo ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, e corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta” (Ebrei 12:1)

Nella lingua italiana (e non solo) c’è una parola brevissima, un avverbio composto da due lettere che si usa nelle risposte per negare o rifiutare quanto domandato. Potresti essere sorpreso dal fatto che essa si rivelerà essere la  più importante da ricordare per il tuo viaggio spirituale. Tale parola è: “NO”.

Il nostro è un lungo viaggio di fede. Troppe persone iniziano bene nel loro viaggio spirituale, ma abbandonano prima della fine. Eppure saggiamente la Bibbia ricorda che: “Vale più la fine di una cosa, che il suo principio; e lo spirito paziente vale più dello spirito altero” (Ecclesiaste 7:8)

Dio vuole che tu vada lontano.
Hai una vera e propria gara davanti a te e non puoi correre la maratona con un peso tra le mani. Spesso le persone lasciano presto il loro viaggio di fede perché tutto ciò che portano con sé li logora.
Abbiamo bisogno di alleggerirci dai pesi.
Una nave da crociera può essere abbastanza veloce quando solca i mari. Se aggiungi pesi su pesi essa rallenterà.
Collegare una batteria dell’auto ad una sola lampadina, non inciderà molto sulla sua carica, ma se ne colleghi 15, si scaricherà prima di quanto tu possa credere.
Questo è ciò che succede a noi quando proviamo a fare troppe cose. Dobbiamo imparare a dire di “no” ad alcune cose che facciamo anche se reputiamo siano buone per noi in quanto ci impediscono di fare del nostro meglio per la parte più importante ed immortale di noi: l’anima.
Ebrei 12: 1 dice: “deponiamo ogni peso”
I pesi non sono illeciti e non sono peccaminosi. Sono più semplicemente inutili. Che sia un lavoro, un hobby, un passatempo, è qualcosa che rallenta ciò che Dio ha pensato per te e che Lui vuole dalla tua vita. E…. credi a ciò che la Bibbia dice, perché portarsi dietro dei pesi non ne vale proprio la pena! Deponi oggi il tuo peso e riprendi la tua gara, perché non sei chiamato a partecipare e basta, ma a vincere!

Lascia che sia Gesù a dirti chi sei veramente

“Gesù, replicando, disse: «Tu sei beato, Simone, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli.” (Matteo 16:17)

Ogni persona nasce con una caratteristica che lo contraddistingue dagli altri e pertanto nel percorso della vita, sviluppa un suo personale carattere che in parte è determinato dal proprio codice genetico, ma che per il rimanente si forma a seconda del luogo, delle persone e del tipo di educazione col quale è stato disciplinato.

Pietro l’Apostolo iniziò come Pietro il pescatore. Suo padre possedeva una flotta di pescherecci e probabilmente nei pensieri del giovane c’era l’idea e la convinzione che un giorno sarebbe finito a gestire l’azienda di famiglia non appena suo padre sarebbe venuto a mancare.

Tuttavia c’è da considerare che,quando il Signore ha un piano per la tua vita, Lui verrà a cercarti! Pensa a questa affascinante interazione tra Gesù e Pietro:Poi Gesù, giunto nei dintorni di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «Chi dice la gente che sia il Figlio dell’uomo?» 14 Essi risposero: «Alcuni dicono Giovanni il battista; altri, Elia; altri, Geremia o uno dei profeti». 15 Ed egli disse loro: «E voi, chi dite che io sia?» 16 Simon Pietro rispose: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

Nel verso dove Gesù replicò, stava di fatto dicendo a Simone: “Non hai ottenuto questa risposta dai libri di testo o dagli insegnanti, ma è stata una gloriosa rivelazione del Padre ed in virtù di questo, ti dirò chi sei”!

“E anch’io ti dico: tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte dell’Ades non la potranno vincere. 19 Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cieli». (Matteo 16:18,19)

C’è una lezione importante qui per tutti noi. Quando scopri chi è Gesù e comprendi veramente che cosa ha fatto per te, scopri chi sei e ciò che ti ha chiamato a fare per Lui. C’è molto di più nella vita che lavorare quaranta ore alla settimana per quarant’anni, di crearsi una posizione economica stabile, ricavare una pensione e finire gli anni della propria vita giocando con con i nipotini. Infatti, proprio come il tuo DNA si differisce da quello di ogni altra persona sul pianeta, lo stesso vale per il tuo cammino personale. Per molti Gesù può significare una religione, un insieme di regole, un edificio o un leader storico, ma nel tuo cuore oggi considera che cosa Lui rappresenti veramente per te e, prima di lasciarti condizionare dal pensiero critico degli altri, prima che tu stesso possa avere errate congetture su te stesso, lascia che sia Gesù a dirti veramente chi sei e quale sia il Suo perfetto piano per la tua vita!

La sfida del dubbio

“Gesù gli disse: «Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!» (Giovanni 20:29)

Mentre era intento a preparare i Suoi seguaci a vivere fedelmente dopo la Sua ascesa in cielo, Gesù affrontò la sfida del dubbio e dell’incredulità. Tommaso era ciò che oggi si potrebbe definire un realista ovvero qualcuno che tiene in considerazione soltanto gli aspetti pratici e concreti. Lui sapeva benissimo che le resurrezioni non erano eventi quotidiani e di conseguenza temeva che i suoi compagni discepoli di Cristo si stessero sbagliando a riguardo della visione di Gesù risorto. Tommaso voleva le prove. Chiese a Gesù stesso la prova.

È fin troppo facile criticare Tommaso per i suoi dubbi, ma la verità è che molti di noi vivono con esitazioni simili. Dopo tutto, a differenza dei discepoli, noi non abbiamo mai visto  fisicamente il Maestro e non abbiamo camminato con Lui e pertanto non Lo possiamo vedere e nemmeno toccare.  Tuttavia abbiamo bisogno di Gesù per prepararci alle terribili sfide dello scetticismo e del dubbio nelle nostre vite. Tali sfide avvengono nel quotidiano e prosciugano la fede seppellendo la speranza rendendoci persone che pur essendo credenti, soffrono di ateismo pratico che rende frustrati ed infelici.

Qual è la risposta di Gesù in merito? “Smetti di dubitare e credi.”! ma mentre Tommaso voleva mettere il dito nelle piaghe del Maesro, fu Gesù a mettere il dito nella piaga dell’incredulità di Tommaso (e della nostra). Infatti non avremo mai l’opportunità di sentire le ferite della croce con le nostre mani, ma per grazia di Dio abbiamo la testimonianza di vite cambiate dal potere del Signore. Possiamo cercare la comunione di altri credenti nella chiesa ed essere incoraggiati dalle loro parole ed infine possiamo vedere la gloria di Cristo apparire intorno a noi, unendoci alla bella confessione finale di Tommaso che dichiara: “Mio Signore e mio Dio!”

Viviamo in un’epoca di dubbi e bugie e le nostre menti umane richiedono costantemente prove, ma possa il Cristo risorto prepararti oggi per affrontare la sfida del dubbio con la benedizione della fede.

Mai abbastanza

“Il mio Dio provvederà a ogni vostro bisogno, secondo la sua gloriosa ricchezza, in Cristo Gesù.” (Filippesi 4:19)

Qual è il tuo primo pensiero mattutino? Per moltissime persone, anche tra i cristiani, vige una sottile e quotidiana paura che propone uno slogan mentale del tipo: “Non è mai abbastanza”. La promozione ad un esame, il matrimonio, un successo lavorativo, sociale o economico non bastano a soddisfare la fame di chi sembra essere sempre alla ricerca di altro, spesso senza nemmeno sapere realmente a quale meta si stia davvero puntando.

Il problema è che nella società di oggi, i bisogni fondamentali dell’anima vengono letteralmente prosciugati dalla ricerca continua del successo personale  e dall’idea  che si possa avere tutto e raggiungere qualsiasi cosa. In realtà tutto questo non fa altro che aumentare futili aspettative e una preicolosa illusione di un facile raggiungimento del potere, dei propri sogni e del riconoscimento altrui. Il punto è che in un contesto egoistico ed in continuo peggioramento morale della società contemporanea, le certezze di oggi non sono quelle di ieri e lo saranno ancora meno per il domani lasciando spazio ad incertezze, paure e insoddisfazione crescente.

E’ dunque questa la ragione perché siamo chiamati alla seria considerazione del verso di oggi e alla verità che esprime: Dio è la provvidenza a tutto ciò di cui necessitiamo nella parte più profonda (ed immortale) di noi stessi ovvero l’anima!

Non dare retta alle tue “chiacchiere” interiori dove c’è sempre qualcuno più ricco, più adeguato, più intelligente, più forte, più popolare che ti fa sentire “mai abbastanza”. La mancanza di auto stima (da non confondersi con l’eccessiva stima di se stessi) e di accettazione rende schiavi e porta a fare cose per piacere agli altri e non a Dio.

Fai tua la Parola del Signore quest’oggi e permettiLe di dissipare ogni pensiero negativo, di inadeguatezza e di rigetto. Dio ti ha creato in un modo meraviglioso, Lui fa sì che tu possa ricevere non tutto ciò che Gli chiedi, ma tutto ciò di cui hai veramente bisogno per essere felice in questa vita ed in quella a venire! Credi nella Sua ricchezza gloriosa?